UN MIRTO CON... ALESSANDRO NISTA: "Credevo che il Cagliari avesse le carte in regola per vivere una stagione più tranquilla. Ma alla fine i sardi si salveranno. La società isolana ha sempre investito sul mercato, anche se talvolta senza fortuna"

Durante la sua carriera ha difeso i pali di squadre come Ancona, Parma e Torino. Poi, una volta appesi i guantoni al chiodo, ha svolto un’intensa attività da preparatore dei portieri per club di prima fascia, tra i quali Inter e Napoli.
Alessandro Nista, intervistato da Tuttocagliari.net, dice la sua sulla lotta salvezza che, a otto giornate dal termine della serie A, è più viva e appassionante che mai.
Alessandro, ora come ora qual è la formazione che vede più in difficoltà tra quelle che lottano per evitare di chiudere il campionato al terzultimo posto?
“Mancano ancora diversi scontri diretti, che diranno tanto sulla lotta per la salvezza. Le formazioni che hanno costruito un buon margine di vantaggio sulla zona calda, a oggi, sono il Verona e il Cagliari. I sardi in particolare hanno fatto un grande risultato domenica scorsa contro il Monza, e se dovessero vincere questo pomeriggio a Empoli porrebbero una seria ipoteca sul raggiungimento del loro obiettivo. Inguaiando pesantemente, al contempo, i toscani di D’Aversa. Il Parma da qui a maggio avrà un calendario molto complicato e, esattamente come ha fatto ieri contro l’Inter, dovrà cercare di portare a casa dei punti anche quando giocherà gare in cui partirà nettamente sfavorito.
Io credo che, allo stato attuale, proprio l’Empoli, il Parma e anche il Lecce siano le squadre più a rischio retrocessione. E attenzione all’eventualità di una possibile rimonta da parte del Venezia, che nell’ultimo mese e mezzo ha ottenuto qualche buon risultato contro avversari di grido e ha dimostrato di avere un discreto impianto di gioco. I lagunari hanno peccato soprattutto di scarso cinismo sotto porta, dimostrando di saper offrire un buon calcio ma, allo stesso tempo, di non essere pratici e risoluti nel convertire il gioco prodotto in moneta sonante.”
Il Cagliari, fin qui, ha ottenuto ventinove punti in trenta partite. Forse i tifosi rossoblù si aspettavano qualcosa in più da Luperto e compagni; la speranza era quella di vivere una stagione un po’ più serena, magari con l’obiettivo di alzare l’asticella delle ambizioni nel prossimo futuro.
“Premetto che la Sardegna - e Cagliari in particolare - è un luogo che amo profondamente. Quindi, magari, nel mio giudizio potrei essere un po’ di parte. Ritengo Davide Nicola un tecnico molto capace e competente. Così come il suo staff di lavoro, a partire da Simone Barone. Probabilmente quest’anno i rossoblù hanno pagato qualche infortunio di troppo. Devo dire che anche io a inizio stagione speravo, da simpatizzante, che il Cagliari vivesse una stagione più serena, magari culminata in una salvezza tranquilla e anticipata.
Ad ogni modo, incrociando le dita penso proprio che alla fine i sardi manterranno la categoria. Il loro valore tecnico, unito alla bravura dell’allenatore e all’abitudine a sgomitare per condurre la barca in porto, li rende leggermente superiori alle dirette concorrenti. Poi c’è anche una società che ha sempre dimostrato di voler fare investimenti, con l’obiettivo - appunto - di alzare un po’ l’asticella delle proprie ambizioni. Cosa che, per la verità, non sempre le è riuscita: qualche scelta infelice, magari, talvolta è stata pagata anche oltremodo. Però, nel complesso, direi che le circostanze contingenti possono far ben sperare il popolo rossoblù in ottica futura.”