Cocchi (Pianeta Empoli) a TuttoCagliari Live: "Domenica la squadra deve mangiare il campo. Contro il Bologna palese rinuncia alla Coppa Italia"

Gradito ospite dell'ultima puntata di TuttoCagliari Live, in onda sui nostri canali social, il giornalista di Pianeta Empoli Alessio Cocchi ha analizzato il momento del club toscano in vista del match di domenica contro il Cagliari: "Oggi, purtroppo, c'è grande amarezza. L'ambiente è molto arrabbiato perché si è assistito a una palese rinuncia a questa partita, che invece i tifosi attendevano con grande aspettativa. Si è visto chiaramente una squadra che, al di là delle scelte fatte – che in altre occasioni, in Coppa Italia contro squadre come Juventus, Fiorentina e Torino, avevano dato risultati – ha mostrato un atteggiamento di resa. Ma questa era una semifinale di Coppa Italia. Venivi da una lunga serie di risultati negativi, il pubblico aveva comunque risposto bene, anche se non in maniera eccezionale. Certo, anche i tifosi potevano fare di più, ma la squadra aveva il dovere di dare tutto in campo perché un'occasione del genere potrebbe non ripresentarsi mai più. Invece, è sembrato di vedere una squadra svogliata, con la testa altrove. E a Empoli, una cosa così non viene perdonata. Perché, diciamolo chiaramente: a Empoli si perdona tutto. La Serie A è un lusso per questa piazza, così come rischia di esserlo anche la Serie B. Ma quello che non si può accettare è la mancanza di impegno, il non onorare la competizione. Il Bologna sta bene, e si è visto, ma non ha nemmeno dovuto spingere al massimo: avrebbe potuto vincere tranquillamente 4-5 a 0. E non a caso sono tornati alla mente i precedenti, come l’esperienza in Coppa UEFA del 2008, quando l’Empoli snobbò la competizione per poi retrocedere. Questo episodio richiama alla mente proprio quell’errore. Ora, la partita di domenica diventa ancora più importante. Come ho detto anche a D’Aversa nel post-partita, questa scelta di rinunciare alla Coppa Italia ha aumentato enormemente la responsabilità del tecnico, della squadra e della società. Ora, contro il Cagliari, ci si aspetta una vittoria, senza se e senza ma. Altrimenti sarà inevitabile un’ondata di critiche pesanti. Martedì è stata una figuraccia. Il punto non è perdere: se giochi con il massimo impegno e perdi, i tifosi ti applaudono comunque. Ma se metti in campo una squadra rabberciata, con tanti giovani, e per di più giochi male, senza mordente, allora fai arrabbiare la gente.
E non sono solo io a dirlo, ma l’opinione pubblica. L’Empoli, quest’anno, ha dimostrato di poter mettere in difficoltà quasi tutti. Questo è un dato di fatto. E proprio per questo la sconfitta contro il Bologna è stata così deludente. Non si tratta solo di un risultato sportivo, ma di un segnale preoccupante a livello mentale. Quella di ieri era una partita che l’Empoli, forse, non giocherà mai più nella sua storia. Andava onorata. Invece, si è fatta una scelta precisa, una scommessa. Ora, bisogna andare all-in sul campionato. Tornando alla situazione della squadra, le assenze pesano. Gyasi e Fazzini sono squalificati, e Fazzini, ne abbiamo parlato tante volte, è forse il giocatore più tecnico della rosa. Ismajli è in forte dubbio: ad oggi risulta assente, vedremo se tra domani e venerdì riuscirà a recuperare. Ma il suo forfait sarebbe un colpo pesante. Il problema più grande, però, è il gol: l’Empoli fa fatica a segnare. Esposito, che sembrava il più prolifico, ultimamente è in calo. Ed è un peccato, perché tecnicamente è un giocatore che può risolvere le partite. Anche Anjorin, che era una piacevole sorpresa, sta mancando. Lo stesso Maleh è uno che, quando c’è, fa la differenza per qualità e capacità di giocare su entrambe le fasi. Ora, però, non ci sono più alibi. Domenica, alle 15:00, voglio vedere un Empoli che mangia il campo. Non c’è alternativa".