Roccati: "Caprile non è stato preso perché non credevano in Meret, ma perché probabilmente lo considerano il portiere del futuro"

Roccati: "Caprile non è stato preso perché non credevano in Meret, ma perché probabilmente lo considerano il portiere del futuro"TUTTOmercatoWEB.com
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di Redazione TuttoCagliari

A "1 Football Club", programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Marco Roccati, allenatore ed ex portiere, fra le tante, di Napoli, Bologna e Fiorentina. Di seguito, un estratto dell'intervista. 

Italiano ha dimostrato di aver migliorato il proprio calcio rispetto ai tempi della Fiorentina? 

"Credo che Italiano stia facendo un grandissimo lavoro. A Firenze ha fatto qualcosa di straordinario, soprattutto in un momento complicato. A Bologna ha trovato una squadra indebolita, ma secondo me sta facendo addirittura meglio di Thiago Motta, perché con una rosa più debole sta ottenendo risultati ancora più importanti. Centrare la Champions sarà difficilissimo, anche perché il calendario è tosto, molto impegnativo. E, soprattutto, quest'anno i posti disponibili per la Champions sono meno rispetto all'anno scorso. Se ci fossero ancora cinque posti come lo scorso anno, il Bologna ci sarebbe sicuramente. Con quattro, invece, deve sperare che l'Atalanta molli un po', anche perché la Juventus ha un calendario molto più favorevole ed il cambio in panchina, comunque, ha fatto bene, ma raggiungere l'obiettivo Champions si è complicato. Un posto in Europa, però, se lo giocherà fino alla fine." 

Il Bologna ha alternato spesso Skorupski e Ravaglia, due filosofie diverse tra i pali. Dall'altra parte, il Napoli ha puntato con decisione su Meret, mentre Caprile è stato mandato a farsi le ossa a Cagliari, dove sta facendo molto bene. Che idea si è fatto? 

"Credo che il Napoli sul mercato abbia sempre lavorato bene e fatto scelte corrette, e i risultati lo dimostrano. Da quindici anni il Napoli è stabilmente in Serie A tra le prime posizioni, e da cinque o sei anni fa la Champions. Quando i risultati sono così continui, non è mai solo una questione di fortuna, ma di lavoro, programmazione e scelte ponderate. Caprile non è stato preso perché non credevano in Meret, ma perché probabilmente lo considerano il portiere del futuro. L'hanno mandato a fare esperienza, com'è giusto: aveva solo un anno di Serie A alle spalle, e Napoli è una piazza difficile. Anche Meret, quando è arrivato da Ferrara, non era titolare subito. Gli hanno dato tempo e spazio, e si è conquistato la maglia. E oggi sta dimostrando di essere un portiere di altissimo profilo. L'anno scorso ha fatto un campionato straordinario, e anche quest'anno sta facendo molto bene. Solitamente le squadre di vertice hanno portieri che fanno bene: basta guardare l'Atalanta con Carnesecchi o l'Inter con Sommer. Non è mai un caso." 

A proposito di Meret, la situazione del rinnovo continua a trascinarsi. Ogni tanto si dice che sia fatta, ma poi non si conclude. Le ricorda un po' la vicenda di Kvaratskhelia, che sembrava destinato a rinnovare e poi è andato via? 

"No, io credo che probabilmente abbiano già l'accordo e debbano solo formalizzarlo. Se lui vuole restare e il presidente vuole trattenerlo, non vedo grossi problemi. Quando avranno il tempo, firmeranno. Se davvero l'accordo è definito, allora non ci saranno intoppi." 

Perché non proporgli un rinnovo più lungo, invece di questi continui accordi annuali? Lei si è fatto un'idea? 

"Bisogna vedere se è la società a non volerlo o se è il giocatore, magari su consiglio del procuratore. È un rischio, certo, perché nel calcio ci si può infortunare o finire fuori dalle rotazioni dell'allenatore. Però è anche vero che, da svincolato ogni anno, hai la possibilità di metterti sul mercato e guadagnare di più. Quindi potrebbe essere una strategia del procuratore. Non credo sia il Napoli a tirarsi indietro: mi sembra più una scelta del calciatore." 

Conte mantiene ancora un certo mistero sul proprio futuro. Non sarebbe meglio smentire o confermare per dare maggiore serenità al gruppo in queste ultime giornate? 

"Conte è una persona diretta e dice sempre quello che pensa. Piuttosto che raccontare bugie, come fanno altri allenatori, lui preferisce non rispondere. Comunque credo che a Napoli si sia trovato benissimo. Lo si vede spesso in mezzo alla gente. Napoli è una piazza incredibile: se si è trovato bene, per andare via deve succedere qualcosa di importante, tipo una proposta da un top club, oppure qualcosa di strano. Dopo una stagione così straordinaria, sulla quale pochi credevano, sarebbe assurdo andar via. A inizio anno ricordo tante perplessità e dichiarazioni scettiche. Questa è stata la risposta di De Laurentiis alle critiche: ha scelto un allenatore che sembrava irraggiungibile, invece l'ha portato a casa e ha ottenuto grandi risultati. Sta facendo sognare il popolo napoletano lo scudetto. E secondo me, la partita di lunedì con il Bologna sarà decisiva: se vince, il Napoli è proiettato verso il titolo." 

Lei ha lasciato un bel ricordo in Scozia, al Dundee. Oggi ci sono diversi scozzesi nel nostro campionato: al Napoli c'è McTominay, a Bologna Ferguson. Quest'ultimo, in particolare, sta facendo molto bene. Secondo lei, Ferguson potrebbe essere il profilo giusto per il Napoli in caso di addio di Anguissa? Come vedrebbe un trio scozzese a Napoli? 

"Ho vissuto il calcio scozzese e posso dire che è molto cambiato. Una volta era molto più fisico, oggi è diventato più dinamico, più simile al calcio europeo. I giocatori scozzesi attuali hanno qualità e grandi margini di crescita. Non sono sicuro che siano ancora completamente maturi, ma probabilmente arriveranno a esserlo. Ferguson sta facendo molto bene, ma a Napoli ci sono degli equilibri: prima di muoverli, il presidente ci penserà bene." 

Il Napoli ha due portieri di alto livello: Meret e Caprile. Se fosse lei Antonio Conte, chi sceglierebbe e perché? 

"Io terrei Meret, perché in questo momento ha dimostrato di essere all'altezza e ha fatto benissimo. Non cambierei una certezza con un punto interrogativo: significherebbe rompere degli equilibri, e in una squadra gli equilibri vanno sempre mantenuti."